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Il fantastico mondo del vino




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Vino e moda

Vino modaQuelli della moda e del vino sono certamente due dei settori che maggiormente stanno contribuendo al crescente successo dei prodotti italiani nel mondo e al continuo incremento del valore delle nostre esportazioni. Si tratta tuttavia di due settori i quali, pur potendo trovare dei punti di contatto e delle sinergie in ambito di comunicazione, presentano sostanziali differenze a livello produttivo, distributivo e logistico, con regole e modelli di business fra loro molto distanti.

In estrema sintesi è questa l’opinione di Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, realtà fiorentina che ha fatto di Firenze una città importante nel mondo della moda e che negli anni, tra le altre cose, ha investito anche nel food di alto livello con Taste, evento nato da un’idea di Davide Paolini, dedicato alle eccellenze dell’artigianato agroalimentare d’Italia.

Nell’essere traino e simbolo del made in Italy – sostiene Napoleone
il vino e la moda hanno delle affinità importanti, ma per il resto sono realtà diversissime. Dalla distribuzione, per esempio, perché se la moda è sempre più fatta da store monomarca di proprietà dei brand stessi, e da luoghi simbolo, come possono essere Via Montenapoleone a Milano, o Via Condotti a Roma, o Via Tornabuoni a Firenze, per citare i più famosi in Italia, nel vino questo non esiste: il vino di alto livello si rivolge soprattutto alla ristorazione, per esempio. Sono diversi i valori ed i riferimenti economici di queste due industrie: nel vino, c’è un livello elevatissimo di patrimonializzazione, per esempio, nella moda si investe soprattutto sulla creatività, che deve essere rinnovata ormai quasi mensilmente, a ritmi totalmente diversi da quelli del vino. Diversissimi sono i margini di redditività, molto più alti nella moda, e così via. Quindi, delle affinità ci sono, se si pensa all’attenzione alla qualità e all’immagine che vino e moda danno del Belpaese, ci sono punti di contatto nella promozione che si possono studiare, ma sapendo che si parla anche a pubblici diversi”.

Sulla base di tali considerazioni, Napoleone conclude che anche se sempre più spesso il vino cerca di promuoversi nei luoghi e nei momenti dedicati alla moda, con particolare riferimento alle fiere, alla fine non si crea valore aggiunto per il nettare di Bacco. “Nel momento in cui noi abbiamo i 36.000 visitatori di Pitti Uomo, per esempio, le persone vengono focalizzate su un certo tipo di prodotto che è presentato e confezionato in un certo modo. L’attenzione con cui si deve bere e degustare un vino è incompatibile con le tempistiche di certi eventi, fatti da centinaia di espositori, dove il tempo è preziosissimo, e la necessità di assaggiare un vino, poterlo abbinare bene in un contesto tranquillo non c’è, e così il vino diventa quasi una commodity. Magari può dare un minimo di notorietà, ma non si crea valore aggiunto per quel produttore o quell’etichetta in un evento in cui, tra tante altre cose, uno beve con piacere un calice, ma non ci presta attenzione perché è lì per fare altro. Il vino è qualcosa di prezioso, che si porta dietro storie di territori, di vitigni, storie importanti che devono essere messe in evidenza per l’importanza che hanno di per sé”.

Moda e vinoNonostante il giudizio negativo espresso da un manager di primo piano della moda, il mondo del vino e quello del fashion continuano a cercarsi e a collaborare nell’organizzazione di attività ed eventi, in particolare sulle due principali città italiane: Milano e Roma.

Il capoluogo lombardo – e più precisamente la sua via più prestigiosa in termini di moda e lusso, via Montenapoleone – ha ospitato nello scorso mese di ottobre "La vendemmia", la nuova edizione di una manifestazione che vede luoghi simbolo di Milano, dal Circolo Filologico a Palazzo Serbelloni, diventare teatro per eventi che parleranno di moda e di vino, insieme, in un’ottica completamente nuova. Ideata e promossa da MonteNapoleone District in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, l’evento è stato caratterizzato da due anime, una più democratica e l'altra più esclusiva. Nel primo caso si tratta di un menu dedicato, nome in codice ovviamente "La Vendemmia", venduto a un prezzo speciale (35 euro per il pranzo, 60 euro per la cena), con un calice di vino abbinato, nei ventotto ristoranti aderenti. Gli alberghi a 5 stelle del “quadrilatero della moda”, invece, hanno proposto dei pacchetti esclusivi che prevedevano il Vip Pass per alcuni eventi in luoghi speciali della città. Un modo per
"aprirsi alla città e al tempo stesso contribuire a promuovere Milano a livello internazionale”, come afferma Guglielmo Miani, Presidente di MonteNapoleone District, che rappresenta a oggi oltre 150 brand del lusso.

Tra i momenti più importanti ricordiamo l'asta benefica Italian Masters” organizzata da MonteNapoleone District insieme al Comitato Grandi Cru d’Italia e battuta da Christie’s nella location del Circolo Filologico. Il ricavato della vendita delle speciali bottiglie messe all'asta, vintage, edizioni speciali o altro, tutte donate direttamente dai produttori, è stato interamente devoluto a CBDIN Onlus
Associazione Carlo Besta Dipartimento Infantile Neurologico di Milano per la ristrutturazione del giardino dell’Istituto Neurologico a uso dei bambini malati. Fra gli altri eventi in calendario citiamo: la visita guidata del Museo Bagatti Valsecchi alla scoperta della dimora neorinascimentale nei suoi aspetti legati all’ospitalità, al cibo e al vino; il Wine Tasting a Palazzo Serbelloni, con una selezione di etichette del Comitato Grandi Cru d’Italia in degustazione; il Winery Tour, che ha permesso di prenotare una visita ad alcune suggestive cantine italiane.

Vino e modaA Milano ha prontamente risposto dopo pochi giorni la Capitale con “La vendemmia di Roma”, nuova edizione
dopo la Zero del 2017 del format ispirato agli eventi di Montmartre a Parigi e Via Montenapoleone, che ha aperto ai grandi vini italiani le porte di oltre 60 boutique dell’alta moda, dei ristoranti, degli hotel di lusso e di dimore storiche italiane, in Piazza di Spagna e Via Condotti, ma anche in Via Borgognona, Largo Goldoni e Piazza San Lorenzo in Lucina.

Non tutti i gioielli si indossano, alcuni si bevono” è la massima scelta dalla cantina Cusumano per raccontare il senso di questo connubio fra moda e vino. Tanti gli abbinamenti fra i prestigiosi marchi della moda e quelli del vino: le raffinate creazioni enoiche di Marchesi Antinori hanno incontrato quelle della moda di Valentino, Bulgari ha presentato i suoi vini griffati Podernuovo a Palazzone, Donnafugata è stato ospite di Dolce & Gabbana, le bollicine di Giulio Ferrari potevano essere degustate da Ermenegildo Zegna, Falconeri ha ospitato Masi Agricola, l’eleganza di Giorgio Armani ha sposato i vini della Cantina Petra del Gruppo Terra Moretti, mentre la franciacortina Cà del Bosco ha celebrato il made in Italy da Gucci, Tod’s ha scelto il territorio delle Marche con la cantina Umani Ronchi, Tasca d’Almerita ha rinnovato la sua lunga collaborazione con Hermès, che rinnova una liaison duratura, Villa Sandi è stato ospitato da Les Copains, e molti altri ancora.

State tranquilli, amici Wine Lovers: il vino italiano non passerà mai di moda!


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