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Il fantastico mondo del vino




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Un architetto in cantina

Toscana Wine ArchitectureRicordate la serie di articoli intitolati “La classe non è acqua…”, da noi pubblicati qualche tempo fa in questa rubrica interamente dedicata alle curiosità dal mondo del vino? In quelle pagine vi abbiamo raccontato dei numerosi casi in cui designers e architetti – anche di fama mondiale hanno deciso di lasciare la loro personalissima impronta creativa nel vasto universo del nettare di Bacco.

Innanzitutto, con il termine inglese “design” oggi solitamente ci si riferisce da un lato all'attività di progettazione di un oggetto con l’intento di sintetizzare funzionalità ed estetica, e dall'altro alla forma stessa di un oggetto, che risponda a criteri estetici e funzionali. L’obiettivo del design applicato al mondo del vino, quindi, può essere duplice: migliorare la vita degli appassionati di vino tramite l’innovazione funzionale, tipologica o la tecnologia, ed incrementarne i consumi grazie ad una migliore commerciabilità.

I risultati di tale sforzo creativo possono essere apprezzati in primo luogo con riferimento al packaging della nostra bevanda preferita, a cominciare dalla forma di alcune bottiglie (cui abbiamo dedicato un articolo molto completo dal titolo “Quelle forme che fanno girar la testa”), passando per la produzione dei tappi per la sigillatura di queste ultime (tappi in silicone, tappi a vite, tappi elicoidali) fino alle etichette, capaci di diventare vere e proprie opere d’arte (se volete approfondire l’argomento, vi consigliamo il nostro articolo “Roba da collezionisti…”).

Inoltre, contenuti di design di elevata qualità possono essere rinvenuti in una miriade di accessori per la degustazione come bicchieri, sottobicchieri, decanter, i cavatappi, salvagoccia, glacette, ma anche di apparecchiature tecnologiche come cantinette a controllo di temperatura differenziato, distributori automatici e macchine per la spillatura del vino, e via dicendo.

La manifestazione più imponente del contributo creativo di design al mondo del vino è tuttavia quella che si esprime attraverso l’architettura delle cantine, una sfida con la quale nel corso degli anni si sono cimentati fior di architetti. Alcuni degli esempi più noti sono: il progetto architettonico della Cantina Tramin, che si è ispirato addirittura alla vite, alla sua morfologia ed alla sua funzione sul territorio; la Cantina Petra, progettata per il Gruppo Terra Moretti dall'architetto svizzero Mario Botta a Suvereto, nel cuore della Val di Cornia, e incastonata nel pendio di una collina a simboleggiare il legame tra la sacra terra e la gravità, alla base della vinificazione a caduta; il celebre Carapace dell’azienda vinicola Lunelli, progettato dal Maestro Arnaldo Pomodoro (creatore anche del “Centenarium”, la scultura che celebra il secolo di storia delle Cantine Ferrari); la cantina dei Marchesi Antinori a San Casciano Val di Pesa, in Toscana, progettata dal brillante architetto Marco Casamonti ed ispirata ai principi della non invasività e dell’armonia con l’ambiente circostante; la cantina progettata dal celeberrimo architetto Renzo Piano per l'azienda La Rocca di Frassinello, sulla costa maremmana; la cantina sociale Terre da Vino a Barolo (Cuneo), ospitata in un complesso contemporaneo progettato dall’architetto Giovanni Arnaudo.

Cantine di grandi architettiChi ha fatto dell’architettura applicata alle cantine vinicole la propria ragion d’essere è senza dubbio Toscana Wine Architecture, un circuito di 14 cantine di design, contemporanee per le loro strutture e firmate da grandi maestri dell’architettura del XX secolo. A selezionarle è stata Ci.Vin
Società di Servizio Associazione Nazionale Città del Vino  che ha ideato il progetto, con la Regione Toscana che poi lo ha sviluppato e finanziato. La Federazione alle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana insieme alla Regione ha contribuito alla nascita della rete di imprese che gestirà il progetto.

La Toscana è la regione italiana in cui, sin dalla prima metà degli anni '90, si è maggiormente concentrata la realizzazione di cantine firmate da grandi architetti italiani e stranieri (Mario Botta, Renzo Piano, Tobia Scarpa, tanto per citarne solo alcuni). Edifici di altissima qualità architettonica, cui sono associate tecnologie innovative di costruzione e produzione, nonché un rinnovato rapporto estetico fra spazio di produzione, ambiente e prodotto lavorato.

Espressione di scelte progettuali che favoriscono la bioarchitettura, queste cantine sperimentano modalità di integrazione innovative tra le nuove tecnologie nel campo dell’energia, ma anche la riduzione dell’impatto ambientale. Al fascino di questi nuovi templi dell’architettura si aggiunge la capacità di attrazione del vino, per il quale la Toscana è destinazione leader in Italia, con oltre un milione di enoturisti ogni anno e un volume d'affari stimato attorno agli 850 milioni di euro.

Tutte le cantine che hanno aderito a Toscana Wine Architecture hanno aperto i battenti per visite e degustazioni. “Architetto in cantina” – questo il nome scelto per l’iniziativa – è un grande evento collettivo, diffuso sul territorio che ribadisce l'unione d'intenti e risorse all'insegna della grande qualità dei vini e dei luoghi in cui vengono prodotti. A condurre le visite guidate delle cantine di design saranno infatti proprio gli architetti. Un percorso tra i luoghi di produzione, ma dedicato in maniera più mirata alla struttura e alle scelte architettoniche. Ogni cantina declinerà il percorso in maniera diversa e lo arricchirà secondo il proprio stile: video emozionali, degustazioni di annate particolari, aperture di bottiglie in edizione limitata, conferenze e presentazioni di oggetti di design.

Architettura delle grandi cantine vinicoleElementi comuni e costanti saranno la visita guidata a cura di un architetto, la presentazione della rete di Toscana Wine Architecture e la degustazione dei vini. L'evento, che ha il supporto della Fondazione Architetti Firenze, rappresenta una bella occasione per mostrare ai visitatori come la forma e il contenuto si fondano in un legame profondo. L’obiettivo è quello di far comprendere come dietro ogni scelta non si celi soltanto un'attenzione estetica e il senso del bello, ma una scelta etica legata al rispetto dell'ambiente e dell'uomo che ci lavora.

Ogni cantina rappresenta una diversa lettura del territorio perché racconta zone e storie differenti, interpretati da architetti che si sono ispirati alla cultura e alla storia dei luoghi, ma molti sono i tratti comuni che caratterizzano la rete: la vinificazione “per gravità” che consente di rispettare il vino e ottenere una qualità superiore, ridurre il consumo di energia e al contempo di facilitare il lavoro in cantina; l'uso sapiente della luce, con affacci capaci di illuminarne gli spazi interni, grazie a fonti luminose naturali che coniugano il risparmio con l'arte visiva; l'utilizzo dello spazio che combina l’esigenza funzionale, per la produzione e la conservazione del vino, dove la bellezza e l'emozione non vanno a scapito della sicurezza e del lavoro; il profondo rispetto per il territorio che vede l'utilizzo di materiali naturali, talvolta di recupero, basso impiego di energia, per produrre al meglio, salvaguardando l'ambiente.

Le cantine di Toscana Wine Architecture in sintesi riescono a coniugare funzione e forma, saldando tra loro la dimensione etica e quella estetica, evidenziando l’eccezionale qualità sia del contenitore che del suo contenuto – che alla fine è quello che a noi appassionati di vino interessa di più…


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