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Territori vocati: Oltrepò Pavese – parte II

Oltrepò Pavese Nella prima parte di questo articolo dedicato ad uno dei territori del nord-Italia meglio vocati alla viticoltura, ovvero l’area lombarda dell’Oltrepò Pavese, abbiamo descritto in dettaglio le particolarità morfologiche e climatiche della zona a Denominazione d’Origine, oltre ad aver compreso come il territorio sia stato modificato nel corso delle varie ere geologiche.

Da un punto di vista pedo-paesaggistico, l’area dell’Oltrepò Pavese può essere divisa in quattro macro-unità principali, ognuna delle quali è caratterizzata da diverse tipologie di suolo che interagiscono con le piante di vite, dando vita a vini che offrono varie sfumature di profumi e sapori. Di seguito vi forniamo una breve descrizione delle caratteristiche di queste aree e dei vini in esso prodotti, con particolare riferimento alla Denominazione di OrigineOltrepò Pavese Spumante”.

L’unità territoriale denominata “Arenarie” si sviluppa nella parte sud-occidentale ed è caratterizzata da dorsali arrotondate con versanti di forma variabile con pendenze moderate o moderatamente elevate. I suoli presentano profondità media, scheletro scarso e tessitura media, con un’elevata presenza di calcare. La capacità di drenaggio del terreno è buona, a differenza di quanto avviene nelle zone orientali, e le dotazioni idriche sono in media sufficienti a sostenere lo sviluppo della pianta.

L’ambiente è caratterizzato da elevati sbalzi termici, soprattutto nei periodi estivi, e le temperature medie risultano di circa 3°C inferiori a quelle delle zone più basse, con inverni freddi ed estati mediamente calde. Questi fattori rendono la zona particolarmente adatta alla produzione di Pinot Nero destinato alla spumantizzazione, specialmente se vinificato in rosato. L’area è caratterizzata da versanti esposti verso sud ben illuminati e freschi e vi si producono uve dall’ampio profilo aromatico, grazie soprattutto all’alta dotazione calcarea dei suoli e alle elevate escursioni termiche fra giorno e notte, mentre le temperature meno calde contribuisco a fornire acidità alle uve. Nelle zone più calde e meglio esposte vi è una buona attitudine anche alla vinificazione in rosso.

Vino Oltrepò Pavese I vini di questa unità territoriale hanno un colore delicato, un frutto piccolo e immaturo, poche sensazioni speziate ma grande verticalità al palato, con freschezza e persistenza ai livelli massimi della zona. L’Oltrepò Pavese Pinot Nero Spumante della zona “Arenarie” ha un colore giallo paglierino chiaro, quasi trasparente ed un profumo chiuso, ermetico, con una buona fragranza che si esprime dopo un po’ di tempo nel calice. I profumi sono pochi ma molto fini e mantengono, oltre ai sentori di lievito e frutta, una sfumatura lievemente affumicata. La raffinatezza del naso si scontra con una bocca fredda e algida, di lunga persistenza ma lievemente penalizzata nella beva da una certa rigidità. Si tratta di un vino che consente affinamenti sui lieviti particolarmente lunghi.

L’unità territoriale denominata “Argille” comprende l’area collinare dell’Oltrepò orientale e la fascia collinare intermedia. Il paesaggio è costituito da dorsali ampiamente arrotondate intervallate da tratti sub-pianeggianti, mentre i versanti sono ampi e di forma variabile, con pendenze da moderate a moderatamente elevate. I suoli sono in genere facilmente lavorabili con la possibilità diffusa di fenomeni erosivi sui versanti più scoscesi, presentano una tessitura fine (argillo-limosa) e sono prevalentemente profondi, molto calcarei, con mediocre capacità di drenaggio e scarso scheletro, il che consente alle radici di estendersi in profondità e di proteggersi dalla siccità estiva.

Quest’area è vocata alla produzione di uve destinate alla spumantizzazione di pregio, poiché dotate di un rapporto ottimale fra tenori zuccherini e livelli di acidità. I vini di questa unità territoriale sono fini e sottili, di ragguardevole persistenza e grande bevibilità e – pur risultando un po’ carenti sotto l’aspetto dell’intensità olfattiva – presentano profumi di notevole finezza. L’Oltrepò Pavese Pinot Nero Spumante della zona “Argille” ha un colore giallo paglierino chiaro e ben definito, con un profumo fragrante dove spiccano le note di lievito e di pasticceria, accompagnate da note di fiori di acacia e di crostata di lamponi e da un piacevole sentore minerale. Al palato è fresco e bevibile, persistente e con un finale profumato molto fine.

L’unità territoriale “Marne argillose” è molto estesa ed eterogenea. A ovest sono presenti aree di pianura o sub-collinari che salgono in terrazzi con substrato moderatamente alterato, mentre nella zona orientale si trovano dorsali arrotondate con tratti sub-pianeggianti e aree collinari con pendenze talvolta elevate e substrato soffice, dominato da limo e argilla che rendono il suolo facilmente lavorabile. Il suolo dell’area dei terrazzi si presenta moderatamente profondo e privo di scheletro, con tessitura moderatamente fine e presenza scarsa o moderata di calcare, con drenaggio generalmente buono. Le aree di pianura hanno suoli profondi con scheletro scarso, tessitura fine e scarsa capacità di drenaggio interno.

I vini dell’Oltrepò Pavese Dal punto di vista enologico, le aree pedecollinari di fondovalle sono vocate alla produzione di uve per vini base, non particolarmente armonici, con sensazioni olfattive principalmente costituite da note di frutta matura e sentori erbacei. Diventa quindi fondamentale la lavorazione dei suoli per favorirne il drenaggio e la funzionalità degli apparati radicali. Le aree terrazzate sono invece adatte alla produzione di uve per la vinificazione in rosso, poiché le alte temperature permettono di ottenere vini rossi di buona struttura e particolarmente equilibrati, grazie anche al contenuto in calcare del suolo e alla tenuta della pianta in periodi di scarse precipitazioni.

In genere, il vino proveniente da questa unità territoriale è caratterizzato da una ricchezza olfattiva dolce e matura e una grande morbidezza al palato che, nonostante il basso livello di acidità ed il finale corto, non ne compromette la bevibilità. L’Oltrepò Pavese Pinot Nero Spumante della zona “Marne argillose” ha colore giallo paglierino con riflessi dorati e perlage fine, un bouquet dove spiccano i fiori di ginestra e la vaniglia, il pan di spezie e la crema al caramello, con lievi note aromatiche. Il gusto è fine e delicato, armonico ma non particolarmente fresco e armonico.

L’unità territoriale “Rocce calcaree” è costituita da valli e vallecole che si aprono a ventaglio sulla Pianura Padana e che sono caratterizzate da ripidi versanti e fitti crinali con substrati di rocce calcaree limoso-argillose relativamente soffici e lavorabili. I suoli si presentano con una tessitura da grossolana a media, scheletro scarso e profondità moderata. L’area è calcarea con pH alcalino e drenaggio buono. La prima fascia collinare è particolarmente vocata per la produzione di Pinot Nero da vinificare in rosso con ottime caratteristiche di colore, struttura e grado alcolico. Grazie al vento di Föhn che interessa l’area, infatti, l’abbassamento dell’umidità dell’area diminuisce il livello dell’acqua nel suolo, favorendo lo sviluppo delle caratteristiche ideali del vitigno.

I vini di questa unità territoriale hanno quindi colori molto delicati, profumi molto fragranti, raffinati, mai invasivi, una bocca equilibrata ed un finale persistente. L’Oltrepò Pavese Pinot Nero Spumante della zona “Rocce calcaree” ha colore paglierino intenso, profumi fragranti di piccoli frutti rossi, torta di lamponi e crema, pietra focaia e zafferano, con note di spezie, legno di cedro, scorze candite e noce moscata. Il gusto è fine e persistente, discretamente fresco e di ottima bevibilità.

Dunque, quale vino dell’Oltrepò Pavese volete degustare per primo?


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