LOGIN


16 online
Skip Navigation LinksHomePage > Curiosità, notizie e novità

Il fantastico mondo del vino




First
Prev
Sfoglia: 1
Next
Last
La qualità paga

SassicaiaSe avete letto la sezione del nostro sito dal titolo “Dall’uva al vino”, che abbiamo dedicato ad una panoramica del processo di produzione del vino – dall’allevamento della vite alla vinificazione delle uve vendemmiate – allora avete già un’idea di massima su quanto possa essere duro e faticoso il lavoro di un viticoltore in Italia. I nostri viticoltori infatti devono innanzitutto lottare con le difficoltà poste dalla conformazione del territorio e del suolo su cui le viti vengono messe a dimora, poi con la marcata variabilità climatica che è in grado di mandare all’aria intere annate, poi ancora con le numerose minacce naturali rappresentate da insetti, parassiti, muffe, e via dicendo.

Una volta portate a maturazione le uve e completata la vendemmia, inoltre, non è ammesso il benché minimo errore in cantina durante il processo di vinificazione, poiché il rischio di vanificare il lavoro di un’intera annata è sempre dietro l’angolo. A tutto ciò dobbiamo aggiungere il notevole carico burocratico che grava su ogni azienda vinicola, nonostante le importanti semplificazioni introdotte meno di due anni fa con la promulgazione del cosiddetto “Testo Unico del Vino”, la legge n. 238 del 12 dicembre 2016 che ha messo finalmente ordine fra le tantissime norme e regole in tema di produzione vinicola.

Ai tanti rischi e all’enorme impegno che il mestiere di viticoltore comporta, purtroppo, non corrisponde quasi mai un adeguato riconoscimento economico, dato che la stragrande maggioranza dei vini italiani viene venduta dalle nostre aziende vinicole a meno di due euro a bottiglia. Possiamo quindi concludere che produrre vino può offrire solo soddisfazioni morali e nessun ritorno economico?

Per fortuna non è così, come dimostra lo studio di Pambianco Strategie di Impresa sui bilanci 2017 delle principali imprese italiane del settore vitivinicolo, suddivise per fascia di prezzo, pubblicato sul numero 3/2018 di Pambianco Magazine Wine&Food. L’analisi di Pambianco si focalizza sui cosiddetti “fine wines”, i vini di qualità medio-alta che mostrano di poter garantire risultati economici davvero interessanti. Dal punto di vista dei fatturati, la crescita più rilevante (+6.2% rispetto all’anno precedente) viene fatta registrare dai vini di fascia media, ma i valori più elevati di redditività operativa – misurata attraverso l’indicatore “EBITDA”, acronimo anglosassone dell’espressione “Earnings Before Interest, Tax, Depreciation and Amortisation” la quale corrisponde grosso modo al nostro MOL, il Margine Operativo Lordo – vengono conseguiti dalle aziende di fascia alta, con valori di EBITDA pari mediamente al 21,1% del fatturato rispetto all’8,2% delle aziende di fascia media.

Le prime aziende vinicoleLe prime tre aziende della classifica, Antinori, Frescobaldi e Lunelli, totalizzano ben 424 milioni di euro di fatturato e 145 milioni di euro di EBITDA, 91 dei quali conseguiti dalla sola Antinori. L’indice di redditività più alto però spetta alla Tenuta San Guido
l’unica a produrre il celeberrimo Sassicaia con il 55,3%, che vuol dire un EBITDA di 18 milioni di euro su un fatturato di 33 milioni di euro.

L’analisi di Pambianco è stata estesa anche al comparto degli spumanti, suddiviso anch’esso tra fascia alta e media. Le prime 50 aziende fatturano circa 1,5 miliardi di euro e anche tra i produttori di spumante la crescita è superiore per le aziende di media qualità – fenomeno strettamente collegato al grande successo conseguito dal prosecco - ma il top di gamma presenta una redditività molto alta, con valori di EBITDA abbondantemente in doppia cifra. Sulla vetta della fascia alta troviamo Ferrari con 71 milioni di euro, davanti a Berlucchi e Ca' del Bosco, mentre nella fascia media comanda Fratelli Martini con 192 milioni di euro davanti a La Marca (+30,7% di crescita solo nell’ultimo anno) e Villa Sandi.

A Madame de Rothschild, esponente della nota famiglia di banchieri che ha fatto sentire la sua presenza nel settore dei vini di qualità, viene attribuita la seguente affermazione che collega la qualità di un vino alla sua capacità di generare profitti: “Fare il vino è facile, basta superare i primi 200 anni”. Il riferimento è chiaro poiché nel vino il tempo è un elemento prezioso e il saper aspettare fa parte del processo di creazione di valore in bottiglia: più alto è il livello del prodotto, più aumentano i margini operativi delle aziende. A conferma di tale affermazione si rileva infatti che le realtà vinicole con una lunga storia alle spalle sono proprio quelle che ottengono i risultati economici migliori, come testimoniano le performance delle già citate Antinori, Frescobaldi e Lunelli, che insieme vantano oltre millecinquecento anni di storia: sette secoli per Frescobaldi, altrettanti per Antinori e oltre un secolo per gli esponenti di casa Ferrari.

Come per ogni regola, però, esiste l’eccezione che la conferma, perché se consideriamo la redditività operativa in percentuale e non in valore assoluto a svettare in classifica è un’azienda la cui storia, per quanto consolidata, ha origine in un passato più recente. Si tratta di Tenuta San Guido, famosa nel mondo per il Sassicaia, che ha chiuso il 2017 – come avevamo già ricordato in precedenza
con un EBITDA pari addirittura al 55,3% del fatturato, un livello difficile da trovare in altri settori dell’economia del nostro Paese. “È il risultato di cinquant’anni di storia del nostro vino più rappresentativo”, dichiara a Pambianco Magazine Wine&Food il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, titolare dell’azienda da 2.500 ettari (perlopiù terreno boschivo, con soli 120 ettari di superficie vitata) con sede a Bolgheri.

Vini di qualità Sin dalla prima annata del Sassicaia nel 1968, la famiglia Incisa della Rocchetta ha utilizzato i proventi dell’attività per rafforzare la qualità dei suoi vini e le altre attività della Tenuta, fra le quali l’allevamento di cavalli di razza e la produzione di olio extravergine di oliva, oltre alla gestione dell’oasi faunistica ospitata al suo interno. “Nel vino non abbiamo intenzione di crescere ulteriormente a livello quantitativo, la produzione attuale è sufficiente”, sottolinea il marchese, che dall’alto dei suoi 82 anni guarda al futuro con fiducia e senza eccessiva preoccupazione per la scarsità di raccolta del 2017, annata “siccitosa” che ridurrà il numero di bottiglie di Sassicaia che verranno messe in commercio dal 2020.

Con il suo 41,5% di EBITDA spicca anche il gruppo Antinori, il cui fatturato è il più alto della fascia alta con i suoi 220 milioni di euro ed una redditività operativa di 91 milioni di euro. Questi profitti negli anni sono stati reinvestiti non solo in Toscana, ma anche in zona Barolo (dove controlla
Prunotto), Franciacorta (Montenisa), Umbria (Castello della Sala) e Puglia (Tormaresca), senza dimenticare gli Stati Uniti con Antica in Napa Valley e il Cile, dove lo scorso anno ha acquisito Haras de Pirque. A quelli appena citati si aggiungono poi gli investimenti nelle cantine e in vigna, oltre a quelli in accoglienza e ristorazione.

Dietro Antinori spicca la performance di Frescobaldi, il cui fatturato consolidato supera di poco i cento milioni di euro con circa 32 milioni di euro di EBITDA. Il gruppo presieduto da Lamberto Frescobaldi sta portando avanti un programma di valorizzazione dei suoi brand d’alta gamma investendo in nuove cantine come quella di Tenuta Luce a Montalcino e quelle di Ornellaia e di Masseto nell’area di Bolgheri.

Senza ombra di dubbio, quindi, possiamo affermare che la qualità paga!


Scopri di più...

comments powered by Disqus

CONTATTI
Per informazioni, suggerimenti o segnalarci eventuali problemi puoi contattarci all'indirizzo info@amthewinersclub.com
In Winypedia non trovi un termine o vorresti suggerire di migliorare una definizione? Scrivi a winypedia@amthewinersclub.com
Hai provato un vino che ti è piaciuto e vorresti proporcelo per una recensione sul nostro sito? Scrivici a choice@amthewinersclub.com
Vuoi condividere con noi una ricetta o suggerirci un particolare abbinamento che hai provato? Scrivi a ricette@amthewinersclub.com
Se vuoi, puoi anche scriverci via posta ordinaria all'indirizzo: Servizio Clienti, Angelomenassi S.a.s., Via Goito 3 – 40126 Bologna, Italia.
Oppure contattarci al numero telefonico +39 051 0827005


Scarica la nostra APP per Android Disponibile su Google Play