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Il fantastico mondo del vino




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Ci vuole orecchio…

Sound Sommelier Come abbiamo avuto modo di spiegare nella sezione di questo sito dal titolo “Degustare con A.M.”, la degustazione di un vino coinvolge praticamente tutti i nostri sensi, ad eccezione dell’udito. Tuttavia, nel nostro articolo in due parti dal titolo “Il vino nella musica” vi abbiamo anche raccontato che la musica può migliorare l’esperienza degustativa, come avevano compreso già gli antichi Greci, che mescevano nettare accompagnandolo con un sottofondo di musica rigorosamente strumentale, magari eseguita da un aulos e da una kithara.

Sulla base di recenti studi scientifici e di psicoacustica sulle funzioni dell’ascolto, infatti, si è giunti alla conclusione che nell'antichità gli strumenti musicali venissero costruiti, abbinati ed impiegati per ottenere effetti neuropsicologici ben precisi – citiamo, fra tutti, il mito di Orfeo e della sua cetra. Nella ricostruzione archeologica delle civiltà precristiane, alcuni suoni ben precisi di certi strumenti musicali legati al banchettare (flauti, cetre, lyre) favorivano il risveglio della creatività artistica e della elevazione spirituale, inducendo nell'ascoltatore uno stato quasi estatico. La musica, quindi, accompagnava sempre i banchetti degli antichi, regolati da momenti diversi fra i quali il simposio era il culmine.

Il binomio musica-vino si è poi sviluppato nel corso dei secoli, attraverso il medioevo e il rinascimento e, più recentemente, nell’era moderna e contemporanea sino ai giorni nostri, al punto che qualcuno ha scelto di farne una vera e propria professione, quella del “sound sommelier”. Questa definizione è stata coniata da Paolo Scarpellini, che sulle pagine del proprio sito internet psmusicdesign.it si definisce “Un esperto di vino come di musica, in grado di spaziare con la medesima competenza/esperienza fra terroir e suoni indigeni, vitigni e varietà sonore, millesimati e fini orchestrazioni, tannini e impianti ritmici, aromi primari e gorgheggi da soprano, grado alcolico e tessitura strumentale. Un esperto profondamente convinto che il vino si possa benissimo pensare come 'musica liquida', o che la musica si possa benissimo raffigurare come vino da ascoltare” .

Vino e degustazioni musicali Come il sommelier tradizionale cerca il miglior abbinamento possibile tra cibo e vino, così il Sound Sommelier elabora il miglior abbinamento possibile tra un vino e un brano musicale. Il Sound Sommelier infatti “…parte dal vino, studiandone caratteristiche naturali e organolettiche quali territorio, vitigno/blend, tipicità, invecchiamento e quindi colore, aromi, morbidezza, intensità, persistenza, acidità, tannini, grado alcolico, armonia. Nel caso della birra si prenderanno in esame stile, provenienza, luppoli, lieviti, fermentazione, colore, aromi, corpo, alcolicità, morbidezza, intensità, persistenza, armonia
.

Per i distillati invece i parametri da valutare saranno territorio, vitigni, distillazione, invecchiamento, gradazione, colore, aromi, alcolicità, gusto, intensità, morbidezza, armonia. Identificati questi componenti, il Sound Sommelier ricerca nel proprio database sonoro il tipo di musica (classica, operistica, jazz, pop, rock, soul, R’n’B, elettronica, cantautorale, italiana, straniera ecc.), il tipo di ritmo (veloce, medio, lento), il tipo di struttura e tessitura (orchestra, complesso, solista), il tipo di spettro sonoro (vocale, strumentale) come pure la tipicità (musica del territorio o meno) che si possa abbinare al meglio”.

Scarpellini non lascia davvero nulla al caso, poiché la sua analisi prende in considerazione anche il luogo della degustazione, la stagione e l’orario della giornata, in modo da “…poter individuare il brano più adatto a incorniciare con la migliore atmosfera possibile la degustazione di quel determinato vino, con quel determinato vitigno o blend, quella tipicità territoriale, quel grado alcolico, quell’acidità, quella morbidezza, quell’invecchiamento, quegli aromi e quel colore”.

L’obiettivo del Sound Sommelier è far raggiungere al degustatore il massimo della piacevolezza e della completezza multisensoriale nell’ambito della degustazione singola o multipla di un vino, sollecitando anche il senso meno di solito utilizzato per questo scopo, ovvero l’udito. Grazie all’aiuto del quarto senso oltre alla vista, all’olfatto e al gusto, è possibile esaltare tutte le sensazioni che un determinato vino è in grado di offrire. Come il vino, la musica è infatti capace di scatenare nel nostro lobo frontale le stesse emozioni che è in grado di darci un grande piacere.

Musica e degustazione di vino La degustazione accompagnata dalla musica che il Sound Sommelier ha selezionato per voi richiederà comunque la presenza del produttore, dell’enologo o del sommelier tradizionale, che dovrà illustrare innanzitutto la storia, le caratteristiche e le qualità di quel determinato vino. Soltanto in un secondo momento potrà intervenire il Sound Sommelier, che farà ascoltare per qualche minuto, durante l’assaggio vero e proprio, il brano musicale in abbinamento. Nel frattempo spiegherà le motivazioni di quella precisa scelta, che potrà essere in armonia o in contrasto col vino in questione in modo da esaltarne le specifiche qualità grazie ai passaggi sonori, agli strumenti o ai vocalizzi del brano musicale selezionato.

In occasione di degustazioni particolari, alla presenza di esperti o addetti ai lavori che conoscano già bene i produttori e le etichette da degustare, il Sound Sommelier potrà procedere a una degustazione “sonorizzata” che prevede l’uso di cuffie stereo, in modo da consentire agli assaggiatori di isolarsi totalmente dall’ambiente circostante e di concentrarsi meglio sugli aspetti visivi, olfattivi e gustativi di quel determinato vino.

La dotazione del Sound Sommelier è alquanto scarna. Il cavatappi è sostituito da una unità di memoria esterna con attacco per porte USB, mentre il tastevin lascia il posto ad un computer portatile. Gli organizzatori dell’evento dovranno invece dotare i locali della degustazione di un impianto audio per la diffusione sonora, che il Sound Sommelier collegherà al proprio computer.

Se volete quindi che la degustazione del vostro vino preferito diventi un’esperienza plurisensoriale, sapete chi dovete chiamare…


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